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Basta la Scia per trasformare un capannone in un centro culturale e di culto

  • Immagine del redattore: Filippo Di Mauro
    Filippo Di Mauro
  • 14 feb 2025
  • Tempo di lettura: 2 min

Aggiornamento: 13 mar 2025

di Filippo Di Mauro e Guglielmo Saporito


Cerchio di mani congiunte in preghiera

Un capannone può diventare centro culturale e di culto anche con Scia, senza permesso di costruire, se il mutamento di destinazione avviene senza opere edilizie.


Lo afferma il Consiglio di Stato (9823/2024) nei confronti del Comune di Seregno, decidendo il caso di un edificio con attività laboratoriali, diventato sede di un ente del terzo settore con finalità di culto e di cultura. Nel caso specifico, un laboratorio artigiano era stato sostituito da un centro culturale per adulti e bambini, con attività anche di studio. Il Comune aveva imposto il ripristino della destinazione d’uso, sulla base di norme urbanistiche (art. 31 d.P.R. 380/2001 e L.R. 72/2005), che per centri culturali collegati alla diffusione della religione esigono sempre un permesso di costruire, anche se non sono necessarie opere murarie. Nel caso concreto, non solo mancavano lavori edili, ma non risultava nemmeno documentato un maggior peso urbanistico connesso all’ afflusso di persone ed alla necessità di maggiori standard (parcheggi).


La libertà religiosa, sottolinea il Consiglio di Stato, ha indubbia necessità di spazi fisici, ma esigere sempre un permesso di costruire genererebbe un controllo sull’attività, in contrasto con l’art. 20 Cost. che esclude limiti amministrativi e fiscali alle attività religiose. Seguendo, quindi, l’indirizzo della Corte costituzionale (254/2019) è possibile un controllo edilizio sugli edifici di culto solo se vi è un effettivo e sostanziale incremento del carico urbanistico, mentre non basta un mero mutamento funzionale (senza opere) della destinazione d’uso.


Sul tema, la sentenza appare utile anche in relazione alla legge statale 105/2024 (Salva casa) che snellisce (art. 23-ter) i mutamenti di destinazione: in dettaglio, il mutamento di destinazione è rilevante se aumenta il carico urbanistico e se tale aumento è strutturale e non occasionale, come invece nel caso dell’attività religiosa connessa alle attività di studio o formazione religiosa, ritenuta quindi priva di un impatto urbanistico. Perde così peso l’occasionale presenza di persone raccolte in preghiera o, comunque, intente all’esercizio di forme partecipative del culto (ivi comprese attività di formazione, educazione o studio), poiché l’insegnamento è inteso dai giudici come volto ad accrescere la formazione dei giovani credenti e la complessiva crescita culturale dei membri della comunità. In ogni caso, il permesso di costruire non è necessario nemmeno utilizzando il parametro dell’aumento del carico urbanistico, come avviene nel caso di un ristorante che venga aggiunto ad un agriturismo (aumentandone il richiamo commerciale ma non il peso urbanistico: Cons. Stato 235/2022); nel caso di un magazzino che diventi ufficio (Cons. Stato 5964/2019); oppure nel caso dell’uso logistico, che ha un peso variabile a seconda del collegamento della logistica stessa ad attività industriali (con peso minore) o commerciali (Cons. Stato 5297/2022).


Infine, i giudici amministrativi accennano al problema della compatibilità del capannone rispetto al piano regolatore del territorio, sottolineando che la pianificazione urbanistica si riferisce in genere alle attività suscettibili di rilevanza economica, tra le quali non si possono includere quelle culturali o legate al culto.

 
 
 

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