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Concessioni balneari: tollerate minime proroghe tecniche per pianificare le gare

  • Immagine del redattore: Filippo Di Mauro
    Filippo Di Mauro
  • 3 mar 2025
  • Tempo di lettura: 2 min

Aggiornamento: 11 mar 2025

di Filippo Di Mauro



Spiaggia con ombrelloni colorati

Mare agitato sulle concessioni balneari, in particolare su quelle scadute che dovrebbero essere messe a gara con procedure competitive applicando la direttiva Bolkestein (2006/123).


I più recenti contributi vengono dalla gestione di tre concessioni scadute nel territorio del Comune di Zoagli e di circa cento altre concessioni nel territorio del Comune di Bacoli: i Tar di Genova (sentenza 183/2025) e di Napoli (sentenza 365/2025) respingono, infatti, il ricorso dei concessionari , ma fanno emergere una situazione di difficoltà generata dai problemi di indennizzo ai gestori uscenti, nonché di pianificazione. Restano, invece, fuori della mischia le concessioni balneari non scadute o che, per i tratti di costa tornati ai Comuni, sono oggi poste a gara (ad Ostia, sono in gara 27 aree).


Va premesso che le singole sentenze riguardano solo le parti in giudizio, anche se l'uniformità di orientamento conferma la necessità di procedure competitive per assegnare aree demaniali (Cons. Stato, Ad. plen. 18/ 2021). In dettaglio, il Tar ligure esamina la vicenda di tre concessionari di titoli più volte prorogati per legge, ma scaduti irrimediabilmente il 31 dicembre 2023: il Comune di Zoagli ha bandito le gare, confermando in gestione provvisoria (fino al 31 ottobre 2024) i precedenti concessionari.


Invano, i concessionari genovesi hanno invocato l'art. 1, co.1, lett. a, n. 1.1, del D.L. 131/2024, che sembra differire a loro favore, fino al 30 settembre 2027, le procedure di gara e quindi anche le concessioni. Per i titoli scaduti prima del dicembre 2023, il TAR esclude proroghe, trovando supporto nella Corte costituzionale (109/2024), che ha annullato l’ennesimo tentativo di differimento delle concessioni. Poche speranze, secondo il Tar ligure, vi sarebbero anche per l'indennizzo delle "opere non amovibili" eseguite sul demanio marittimo: applicando il codice della navigazione, tali opere passano gratuitamente al demanio, rendendo quindi impossibile subordinare la restituzione delle aree al versamento dell'indennizzo.


Anche il Tar di Napoli (365/2025) ritiene necessarie le gare per assegnare concessioni scadute, precisando peraltro la necessità di una puntuale ricognizione dei luoghi, degli usi e delle strutture realizzate, formando un PUAD (piano di utilizzazione delle aree demaniali marittime, D.L. 400/1993); da tale piano va poi estratto un "piano delle coste" (PAD), che a sua volta va inserito nel piano urbanistico comunale (PUC, nella Regione Campania), che deve coordinarsi con il piano paesistico. Tutto ciò in un colloquio tra enti a diverse competenze, tenendo presente che i Comuni non possono interferire sugli specchi acquei, dovendosi limitare alla sola parte a terra.


La pianificazione di dettaglio, secondo i giudici amministrativi, è indispensabile perché incide sull'individuazione dei lotti funzionali da porre a base di gara: si pensi ai servizi alla balneazione, ad attrezzature, parcheggi, opere accessorie, pubblici esercizi, elementi che incidono sull'importo dell' offerta da formulare. Anche senza modifiche alle concessioni scadute al dicembre 2023, la "proroga tecnica" per esigenze di pianificazione sembra poter essere un salvagente: è una proroga già presente nel codice dei contratti pubblici (art. 120, per ritardi di procedura), ed inoltre, più che beneficiare i concessionari decaduti, può generare migliori offerte per la collettività.

 
 
 

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